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(Londra 1928), pittore britannico. Studiò al Royal College of Art di Londra, insieme ad altri artisti (Frank Auerbach, Peter Blake e David Hockney) che divennero protagonisti dell’arte britannica negli anni Cinquanta. Dopo la prima mostra personale presso la Marlborough Gallery di Londra (1962), si impose come originale interprete della Pop Art europea, rifacendosi nei suoi lavori al mondo della moda e della pubblicità: caratterizzate da un cromatismo vivace ed esasperato, le sue opere (spesso realizzate su legno, come For Jake and Anna, del 1961, e Geometry? 3, del 1964) mettono provocatoriamente a confronto tecnologia e spiritualità (Zikkurat 9, 1967), o combinano icone del consumismo di massa e commenti verbali di chiaro contenuto ideologico (Page 19, He, She & IT, 1969-1970, dove “IT” sta per “International Times”, rivista di sinistra dell’epoca). Negli anni Settanta abbandonò la Pop Art a favore di una ricerca artistica ispirata alla cosmologia occidentale, di cui vengono indagate le origini e le implicazioni attuali; risalgono a questo periodo manufatti in legno e metallo incentrati sul tema degli elementi primordiali (Alcheringa Water Box, 1971-72; Mnemonic Device, 1973). Trasferitosi in Toscana, nel decennio successivo tornò alla pittura su tela, dedicandosi in particolare alla riflessione sull’antica arte etrusca e italica in riprese caratterizzate da acceso e vibrante cromatismo (Moon Signatures, 1985; Liknon 3, 1987). Le opere più recenti non di rado sviluppano una singola immagine (ad esempio un uccello o una farfalla) accompagnata da un ermetico testo scritto (Conjunction Swallowtail, Zifio, 1997). (Da: MSN Encarta - Joe Tilson - Biografia http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_1041537055/Tilson_Joe.html)
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