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Franco Menolascina nasce nel 1948 a Bari dove vive e lavora. Nel 1975 fonda con Mimmo Conenna, Lino Ciraldo e Nicola Renzetti la "Cooperativa Esperienze Culturali-Bari". Menolascina prosegue il suo percorso artistico partecipando a varie iniziative come la Biennale Roncaglia. Nel 1986 la critica premia la Cooperativa che è invitata a partecipare alla XI Quadriennale di Roma. Menolascina vi partecipa come artista rappresentante della galleria. La Quadriennale del 1986 si rivelò molto interessante in quanto parteciparono artisti importanti come Guttuso, Pomodoro, Palladino, Clemente e Kounellis. Nel 1992 Menolascina vince il premio Suzzara. Nel 1993 poi partecipa, con la galleria Annunciata di Milano, alla Fiera Internazionale dell'Arte Contemporanea di Parigi. In questo stesso anno inizia la collaborazione con la Lorusso Arte di Andria che nel 1994, insieme alla galleria Bonomo di Bari, organizza nella sua sede la mostra Corpo all'ombra, alla quale partecipano Menolascina e gli scultori Luigi Giandonato, Iginio Iurilli e Franco Dellerba. Nello stesso anno la Lorusso Arte partecipa all'Expo-Arte allestendo quattro grandi stand di cui uno interamente dedicato alle opere di Menolascina. Nel 1995 l'artista partecipa nuovamente all'Expo-Arte, sempre con la Lorusso. Nel febbraio del 1999 Menolascina tiene una importante mostra intitolata Game Over, in occasione dell'inaugurazione della nuova sede della galleria Annunciata di Milano. La tipologia di opere dell'artista è molto variegata, dalle opere pittoriche a quelle scultoree, ai rilievi, alle opere di pittura e scultura; comprende anche opere spiccatamente bidimensionali, in cui spesso sono inserite applicazioni di parti metalliche come se si trattasse di una diversa stesura pittorica. In alcuni lavori, vere e proprie sculturine a tutto tondo, fuoriescono dai rilievi a parete, ricordando vagamente le opere dei grandi scultori delle facciate delle cattedrali medievali. I materiali usati dall'artista sono anch'essi molto diversi tra loro, dalla ceramica, alla terracotta, al bronzo, all'argento, all'ottone, al legno, al rame. Varie sono le colorazioni delle parti metalliche, ottenute con procedimenti chimici laboriosi e a volte pericolosi. Particolare è anche il modo di instaurare il rapporto con il fruitore, con l'astante, con colui che guarda l'opera. Menolascina "parla all'uomo dell'uomo, per raccontare una storia contemporanea ai suoi contemporanei, per attuare una riflessione sull'attuale condizione umana che è ancora profondamente disumana." Oggi, in nome della civiltà, si commettono molti orrori, i telegiornali ci bombardano di storie di massacri, di guerre o di indifferenza; ci informano dei progressi scientifici sulla clonazione, sull'inseminazione artificiale. Attraverso le sue opere Menolascina ci comunica da uomo contemporaneo le angosce e le distorsioni del mondo in cui viviamo. Nei suoi lavori, infatti, c'è sempre l'ossessiva presenza della figura umana.
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