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Nasce a Bari nel 1952, frequenta l'Istituto d'Arte, si dedica allo studio delle opere dei grandi maestri del '500 e del '600 ed esercita l'attività di restauratore fino al 1980. Sotto la direzione di Luca di Noia dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma, ha operato su affreschi bizantini e dipinti di grandi maestri come Veronese, Luca Giordano, Corrado Giaquinto. Il lavoro di restauro gli permette una conoscenza profonda della pittura antica. Nel 1979 tiene la sua prima mostra personale. Egli è fra i promotori della "Pittura Colta" e realizza i primi dipinti di ispirazione neomanierista. In seguito elabora interventi concettuali sulla pittura classica, attraverso la frammentazione dei dipinti sui temi della mitologia. Nel 1986 fonda la rivista di arte contemporanea "Altrimmagine", per promuovere il lavoro degli artisti emergenti sul territorio; partecipa a rassegne all'estero, promosse da enti pubblici e privati. Nel 1989 dà una svolta radicale al suo lavoro riprendendo a dipingere scene di grandi battaglie e paesaggi ispirati al Classicismo seicentesco; aderisce alla Nuova Maniera Italiana e fa parte del gruppo dei Neomanieristi in Puglia. Nel 1990 partecipa alla mostra Difesa ed Arte, organizzata dallo Stato Maggiore dell'esercito al Palazzo del Vittoriano a Roma, a cura del critico Giuseppe Gatt. Fusca, in quell'occasione, presenta il grande dipinto Nella notte dei Templari, che sarà pubblicato ed acquistato per la collezione dello Stato Maggiore. Nel 1991 si stacca dal Neomanierismo, si trasferisce a Milano e intensifica la sua linea di ricerca. Accanto alle grandi battaglie, l'artista si dedica al genere delle nature morte e approfondisce il tema del paesaggio in chiave marcatamente rievocativa. "La rivisitazione del passato, il gusto per la pittura all'antica di Fusca nasce - afferma Rossana Bossaglia - dalla consuetudine con quei grandi maestri compiuta nell'attività di restauratore; il confronto diretto e semplice con la loro manualità, le materie usate e i modi d'uso, lo ha portato insieme ad una familiarità e ad un innamoramento." Nel 1983 Fusca inizia la collaborazione con la Lorusso Arte che organizza nella sua sede una rassegna illustrata da Raffaele Nigro, in cui vengono esposte le opere realizzate dall'artista negli ultimi anni, dalle grandi battaglie alle nature morte ai paesaggi. Nel 1994 partecipa all'Expo-Arte con la Lorusso Arte, che nel dicembre dello stesso anno organizza una grande mostra intitolata Il Mito il Mare gli Eroi. Per l'occasione l'artista realizza trenta disegni ad inchiostro di china che espone accanto alle battaglie. Santa Fizzarotti Selvaggi, nella presentazione del catalogo della mostra, scrive: "Le opere intricate e intriganti di Fusca sembrano sfiorare gli inganni della bellezza poiché ad un primo sguardo immobilizzano e pietrificano i sensi, attraggono gli occhi della mente verso quella statica plasticità di cui sono caratterizzate…e fingono beatitudine […]." Nel 1995 Fusca partecipa all'Expo-Arte, sempre con la Lorusso Arte; nello stesso anno fonda il giornale "Contemporanea" che, insieme alla omonima associazione, presieduta da Saverio Lorusso, si pone l'obiettivo di contribuire alla diffusione della cultura e dell'arte in Puglia. Nasce e si concretizza il progetto di una grande rassegna internazionale che prenderà il nome di Art&Maggio. Partecipa alla mostra internazionale La Nuova Europa che si tiene a Venezia in occasione del centenario della Biennale, negli antichi granai della Giudecca. Nel dicembre 2001 espone alla galleria Bonomo con una mostra intitolata Landscapes. I paesaggi di Fusca possono definirsi "fantastici" perché non si basano su osservazioni di siti reali, ma su un'idea della Natura che riflette stati d'animo e storie della coscienza. Come afferma Claudio Strinati nella presentazione del catalogo monografico dedicato all'artista: "C'è in Fusca una sorta di inattualità perpetua che non lo colloca in nessun periodo storico preciso, ma ce lo fa sentire nostro contemporaneo, perché il pensiero costante ravvisabile nei molti paesaggi è quello dell'approdo, del punto di arrivo di una mente errabonda ma positivamente orientata."
Ho cercato in questi anni di individuare quel raggio di luce che nella oscura notte delle tenebre interiori possa illuminare una realtà inaspettata. I paesaggi come pretesto per indagare a fondo i segreti della natura, spesso intuiti nelle essenze profonde, ma mai pienamente svelati Carlo Fusca
Nel 2003 la Lorusso Arte partecipa alla pubblicazione del catalogo monografico Fusca a cura di Claudio Strinati e Valerio Dehò. Nel libro sono descritti non solo i percorsi della ricerca artistica dell'artista barese, ma anche gli avvenimenti e le iniziative culturali che hanno accompagnato la vivace carriera di Carlo Fusca.
Nel 2008 LORUSSO ARTE CONTEMPORANEA, con la direzione Artistica di Anna Maria SERGIO, presenta un’ ampia rassegna delle opere recenti dell’artista: CARLO FVSCA - "I Codici Minati", introdotta da un intervento critico di Luigi Paolo Finizio. Tema essenziale di queste opere è la parodia, la ricomposizione mimata di frammenti della memoria, attraverso l’assemblaggio di forme, disegni, studi, immagini, quale prodotto della “ripetizione involontaria”di ricordi forzatamente rimossi, che ritornano sotto molteplici aspetti e ne costituiscono l’elemento poetico. Il codice minato rappresenta il dramma ironico dell’arte attuale. Ne scandaglia il disagio, l’incapacità di trasmettere regole e canoni, di costruire nuove forme di sapere, evidenziandone la precarietà.
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